Inaugurato a Partanna il nuovo cantiere dell’impresa Mammana

È stato inaugurato nei giorni scorsi a Partanna, in provincia di Trapani, il nuovo cantiere dell’impresa di Michelangelo Mammana, il terzo nel giro di pochi mesi dell’imprenditore socio di “Rete per la Legalità”, per i lavori per conto della committente Enel per la realizzazione di un nuovo parco eolico. Al fianco dell’impresa Mammana, l’Arma dei Carabinieri e l’associazione antiracket, grazie al protocollo di collaborazione instaurato. 

Come protocollo l’inaugurazione è avvenuta alla presenza del Comandante Provinciale dei Carabinieri, Col. Fabio Bottino, del Comandante della Compagnia di Castelvetrano, Cap. Pietro Calabrò e del Comandante di stazione di Partanna. Presenti anche Giuseppe Scandurra, vice presidente vicario nazionale e regionale di Sos Impresa – Rete per la Legalità, ed Eugenio Di Francesco, vice coordinatore regionale “Rete per la Legalità Sicilia”. 

Tutti gli intervenuti hanno sottolineato l’importanza di fare squadra e sinergia tra Stato e classe imprenditoriale, e che la paura deve essere superata con la forza nello stare uniti. 

“Anche in un territorio molto a rischio come questo, lo Stato c’è ed è più forte – sottolinea Giuseppe Scandurra -. Oggi occorre fiducia nelle istituzioni, loro sono la nostra arma più forte per vincere la sopraffazione e qualsiasi atto che possa indurre allo sconforto e all’abbandono di questa terra. I Mammana in questi anni hanno deciso di denunciare qualsiasi forma di oppressione della criminalità ed hanno trovato nelle Stazioni dell’Arma il loro punto di riferimento. La presenza oggi è segno di uno Stato che sta accanto agli imprenditori liberi e onesti”.

“In un territorio ad alto rischio di infiltrazioni mafiose, legate al super latitante Messina Denaro – aggiunge Eugenio Di Francesco – questa è un’occasione per rimarcare e testimoniare che in Sicilia si può lavorare e investire senza dover stare a “braccetto” con nessuno. La presenza delle forze dell’ordine manifesta la forza nello Stato, la vicinanza verso coloro i quali hanno deciso di stare dalla parte della Giustizia”.

“Memoria e riscatto”, a Canicattì il 29 e 30 novembre due giornate dell’antiracket sotto il segno del Beato Rosario Livatino

“Memoria e Riscatto” sarà lo slogan che accompagnerà la giornata antimafia e antiracket in programma martedì 30 novembre a Canicattì. A distanza di sei mesi dall’ultima manifestazione tenuta nello stesso Comune, l’associazione antiracket e antiusura “Sos Impresa-Rete per la Legalità” ha deciso di organizzare un altro appuntamento  per rimarcare il valore della denuncia e della libertà attraverso una giornata ricca di appuntamenti, che vedrà la partecipazione di numerose personalità dello Stato come il Prefetto, Giovanna Cagliostro, Commissario Straordinario del governo per il Coordinamento delle iniziative antiracket e antiusura, il Gen. B. Rosario Castello, Comandante della Legione Carabinieri Sicilia, Rita Cocciufa, Prefetto di Agrigento.


La giornata si aprirà alle 9.30 con la visita istituzionale e l’omaggio floreale alle cappelle cimiteriali dei Giudici, Beato Rosario Angelo Livatino e Antonino Saetta, accanto al quale riposa anche il figlio Stefano.

L’associazione antiracket in questi sei mesi ha accompagnato alla denuncia oltre una decina di imprenditori dell’hinterland agrigentino, verso i quali sono stati commessi reati di estorsione, usura e tentata estorsione. Coordinata prima dal referente territoriale, oggi vice coordinatore vicario regionale, Eugenio Di Francesco, l’associazione ha coinvolto il mondo ecclesiastico, della scuola, della società civile. Dopo la visita al cimitero, ci si sposterà nella casa dove visse il “giudice martire” dove il coordinamento regionale della Rete per la Legalità insieme al Centro Studi “Temi” firmerà un protocollo d’intesa con l’associazione “Casa Giudice Livatino”, rappresentata dalla presidente Claudia Vecchio, che sancisce una collaborazione volta a promuovere iniziative che coinvolgeranno il territorio tutto.

Al Teatro Sociale Comunale previsto quindi l’incontro con una rappresentanza di quattro classi di quinta dell’Istituto “Galileo Galilei”, guidate dal dirigente scolastico, prof. Vincenzo Fontana, con il mondo imprenditoriale, le autorità politiche del territorio e i sindaci della provincia agrigentina. A portare i saluti istituzionali sarà il sindaco di Canicattì, Vincenzo Corbo. Interverranno: Luigi Cuomo, Presidente Nazionale Sos Impresa; Eugenio Di Francesco, Vice coordinatore regionale Rete per la Legalità Sicilia. A portare la sua testimonianza sarà l’imprenditore Michelangelo Mammana. Modererà i lavori Giuseppe Scandurra, Vice presidente nazionale Sos Impresa – Rete per la Legalità. Concluderanno il convegno il Generale dei Carabinieri, Rosario Castello, e il Prefetto Cagliostro.

 «La presenza del Prefetto nazionale antiracket e del Generale dei Carabinieri Castello – afferma il vicepresidente, Pippo Scandurra – sottolinea l’importanza del ruolo che l’associazione antiracket   ha per il territorio agrigentino. Questi mesi di impegno costante, di accompagnamento alla denuncia, ci hanno fatto comprendere quanto importante sia la sinergia che si è creata con l’Arma dei Carabinieri. Anche la collaborazione con il Comando Legione Sicilia e il Comando provinciale dei Carabinieri di Agrigento, guidato dal Colonnello Vittorio Stinco, ci consentiranno di vivere, lunedì 29, un momento di confronto e di sinergia per il contrasto dei fenomeni mafiosi. L’impegno di Eugenio Di Francesco in questi mesi diventa per noi, in campo regionale e nazionale, un modello di operatività e di ascolto da replicare.  Aver creato sinergie con le diverse realtà del territorio, fa si che si possa sostenere concretamente imprenditori e aziende».

«La firma di questo protocollo – dice il vice coordinatore vicario, Eugenio Di Francesco – diventa occasione di dialogo e di apertura verso un territorio che ha sete e fame di libertà. Di fondamentale importanza il ruolo e la presenza della “Rete per la Legalità” in quanto non si configura come laboratorio di burocrazia ma quale punto di riferimento per il territorio, capace di creare rinnovamento culturale per abbattere i muri di silenzio e omertà contro tutte le strategie mafiose».

“Rete per la legalità – Sicilia”, il riesino Eugenio Di Francesco eletto vice coordinatore vicario regionale

Si è svolta sabato 20 l’assemblea regionale delle associazioni Antiracket e anti usura di “Rete per la legalità” Sicilia alla presenza di tutti i responsabili delle varie associazioni nel territorio siciliano, una rete che cresce sempre di più con nuove associazioni e nuove adesioni. Nel corso dell’incontro all’unanimità, alla presenza del Vice Presidente Nazionale Giuseppe Scandurra, è stato eletto vice coordinatore vicario regionale Eugenio Di Francesco. 

“La nomina di Di Francesco è Il segno di rinnovamento all’interno di Rete per la legalità – dichiara Giuseppe Scandurra -.  Un giovane che da anni si impegna sul territorio accompagnando numerose vittime alla denuncia soprattutto nella provincia agrigentina. Proprio i giovani – continua Scandurra – debbono essere la nuova forza e il nuovo stimolo per continuare a scuotere le coscienze e favorire la denuncia contro i fenomeni dell’usura e del racket”. 

Nel corso dell’assemblea sono quindi entrati a far parte del coordinamento regionale Renata Accardi, Caterina Galati Rando e Marco Conti Gallenti, oltre all’imprenditore di Canicattì Daniele Diego. 

Il coordinamento regionale di Rete per la Legalità Sicilia è dunque composto da Giuseppe Foti, coordinatore regionale, coordinatore vicario Eugenio Di Francesco, quindi Fausto Amato, Mauro Magnano, Matteo Pezzino, Salvatore Cernigliano, Giuseppe Scandurra e Antonino Tilotta.

Nel suo primo intervento dopo l’elezione, Eugenio Di Francesco ha sottolineato quindi l’importanza e il ruolo delle associazioni Antiracket e Antiusura nel territorio. 
“È fondamentale – afferma Di Francesco – che ognuno diventi protagonista attivo nella vita quotidiana, contribuendo ad accrescere dialogo e confronto con le parti sane del territorio. In un momento di crisi, dettata dalla pandemia e non solo, la mafia continua purtroppo ad essere ostacolo per la crescita economica di imprenditori che molto spesso per paura cadono nelle braccia sbagliate della criminalità organizzata. Oggi più che mai dobbiamo dunque essere sentinelle nei nostri territori, collaboratori credibili con forze dell’ordine, persone che debbono tendere la mano a chi oggi è vittima di un sistema mafioso criminale. La forza di un’associazione – conclude Di Francesco – si misura nel trasmettere che lo Stato c’è ed è pronto ad aiutare chi è oppresso dai condizionamenti malavitosi. Che denunciare conviene, che chi decide di stare dalla parte dello stato è scegliere la strada di libertà e legalità.